L’apicectomia è un trattamento chirurgico che, come dice la parola stessa, prevede l’asportazione chirurgica dell’apice della radice (della fine della radice). È indicata nel caso di denti devitalizzati che presentano lesioni nell’osso, sostenute da batteri provenienti dalla devitalizzazione stessa che non ha avuto un buon esito. Prima dell’intervento il paziente deve eseguire una profilassi antibiotica. Per eseguire questo trattamento è necessaria l ‘anestesia locale, l’elevazione di un lembo gengivale, l’asportazione chirurgica con una fresa dell’apice della radice del dente, l’otturazione della radice, l’asportazione della lesione (granuloma o ciste) presente nell’osso e l’apposizione di punti di sutura. L’intervento non è doloroso in quanto, come detto sopra, si esegue sotto anestesia locale. Nei giorni successivi all’intervento si può avere dolore e gonfiore, compatibilmente all’intervento eseguito, sintomi che però vengono controllati con il ghiaccio e il trattamento antinfiammatorio-antidolorifico. La zona potrà essere spazzolata, ma non direttamente sulla gengiva, i punti andranno puliti con il collutorio ed il paziente verrà invitato a non masticare da quel lato fino alla rimozione dei punti. I punti vengono asportati dopo circa 5 gg in base al controllo effettuato, a volte si preferisce lasciare qualche punto per più tempo, per permettere una migliore guarigione dei tessuti. Il dente sottoposto ad apicectomia va monitorato nel primo anno post intervento con l’esecuzione di radiografie endorali per valutare l’evoluzione della guarigione ossea. Il successo di questo trattamento dipende da numerosi fattori: la grandezza della lesione, da quanto tempo è presente la lesione e dalla specie e dalla quantità di batteri presenti che hanno causato la lesione (fattore non valutabile clinicamente). Di norma le lesioni asportate vengono fatte analizzare da un laboratorio di anatomia patologica esterno.

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